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Associazione
Centro Yoga Anahata
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Nella nostra cucina i cibi derivati da altre tradizioni sono
relativamente pochi, e tutti ormai facilmente reperibili anche
nella grande distribuzione oltre che nei negozi specializzati.
Inoltre alcuni di essi hanno nomi orientali ma ingredienti comuni.
...Per la nostra
alimentazione, noi seguiamo questo criterio: usiamo normalmente i
cibi di derivazione esotica qualora siano coltivati con successo
nelle nostre terre, come la soia; viceversa usiamo solo
marginalmente i cibi che non crescono ai nostri climi, come la
tapioca, le alghe, i frutti tropicali, ecc. Questo perché riteniamo
che i cibi abbiano una loro energia e che abbiano una forte
attinenza con il clima, la terra, la latitudine in cui crescono.
Diamo un breve elenco dei più usati:
Agar agar. E' la schiuma ottenuta dalla lavorazione di un'alga
giapponese; la si usa come gelatifìcante per dolci, budini o mousse,
e può sostituire validamente la colla di pesce in tutte le
preparazioni.
Avocado (Persea gratissima). Frutto coltivato in aree
tropicali e sub-tropicali (ultimamente con successo anche in
Sicilia) è molto ricco di vitamine, proteine, grassi, carboidrati,
povero di sodio ed esente di colesterolo, adatto per la sua
digeribilità anche ad anziani, convalescenti, donne in gravidanza,
bambini e lattanti durante lo svezzamento. Di sapore delicato e
burroso, per la sua completezza è stato un alimento fondamentale,
specialmente in Sud America, tanto completo da sostituire la carne.
Per le ricetti, vedere il paragrafo dedicato alle insalate.
Azuki (verdi o rossi) Particolari fagioli di soia, verdi o
rossi. Vedi paragrafo dedicato alla soia.
Cus-cus. Particolare semolino di frumento, quasi sempre
venduto da noi precotto (cucinato al vapore). Ottimo per
accompagnare verdure stufate o in insalata o per la preparazione di
dolci e budini (per l'effetto addensante).
Ghi. Burro chiarificato, usatissimo nella cucina tradizionale
hindu. Vedi paragrafo dedicato al latte.
Gomasio. Condimento che sostituisce il sale, dalla tradizione
macrobiotica. Anch'esso è facilmente producibile in casa.
Ingredienti: sale marino integrale, semi di sesamo. Rapporto tra gli
ingredienti: 12 parti di sesamo per una parte di sale, oppure 24
parti di sesamo per una di sale, da verificare empiricamente
seguendo il proprio gusto. Procedere nel modo seguente: tostare
sulla fiamma in una pentola antiaderente e separatamente i semi di
sesamo fino a che prendano un colore dorato, il sale per circa 3/4
minuti. Quindi si trita il sale finemente e il sesamo
grossolanamente, dopo di che si uniscono i due ingredienti. Il
gomasio si può conservare il vasetti di vetro e consumato entro
circa 2 settimane.
Hizichi. Alga giapponese (cucina macrobiotica). Si può usare
in preparazioni sia crude che cotte. Per insalate: far rinvenire per
circa due ore l'alga in acqua tiepida fino a quando raddoppierà
circa di volume; non usare l'acqua di ammollo. Si aggiunge alle
carote crude ed in genere per insaporire insalate crude. Ha un alto
valore vitaminico ed un gusto piuttosto deciso, perciò va usata con
moderazione. Per stufati: aggiungere l'alga, dopo l'operazione di
ammmollo, al composto di verdure e cuocere nelle modalità consuete.
Kombu. Alga giapponese (tradizione macrobiotica). Abbinata
alla cottura di legumi che rende più digeribili. Svolgere la stessa
procedura di rinvenimento che per l'hizichi, tagliarla a
striscioline ed aggiungere ai legumi, oppure alle verdure preferite.
Miso. Particolare preparato di soia fermentata, dall'alto
valore nutritivo. Vedi il paragrafo dedicato alla soia.
Panir (cagliata di latte). Formaggio fresco ottenuto da latte
cagliato con succo di limone. (Vedi paragrafo dedicato al latte).
Seitan (glutine di frumento). Normalmente si trova in
commercio in fette sottovuoto, e può essere ridotto a bistecchine o
spezzatino. Lo si può cuocere per qualche minuto semplicemente alla
piastra, m padella con aromi oppure stufato con verdure. Avendo
pazienza e tempo a disposizione, può essere prodotto anche in casa.
Ingredienti: uno o due chili di farina bianca 00, sale 1 o 2
cucchiai, acqua. Procedimento: impastare in modo usuale, senza
aggiungere lievito, olio o altro, fino a quando si otterrà un
impasto omogeneo ed elastico, leggermente gommoso (impastare per
circa 20 minuti). Immergere l’impasto in una bacinella di acqua
fredda e lasciare riposare per ca. mezz’ora. Poi ricominciare a
lavorarlo, mantenendolo immerso, per sciogliere l’amido. Quando
l’acqua diventa torbida, togliere la pasta e cambiare l’acqua.
Continuare ad impastare per circa 20 minuti, cambiando l’acqua di
tanto in tanto fino a quando resterà limpida. Ad un certo punto
sembrerà che l’impasto stia per disfarsi, ma continuando a
lavorarlo, fino a quando riprenderà una massa compatta. La resa
finale è di circa il 20 °/o del peso della farina (es.: usando un kg
di farina, si otterrà circa 200 g di seitan). Quando l’acqua di
lavorazione rimarrà limpida, cucinare in modo seguente: immergere il
glutine in una pentola di acqua fredda dai bordi alti ed insaporire
con salsa di soia, un pezzo di burro ed aromi a piacere (rosmarino,
alloro, maggiorana, salvia, timo...) o brodo vegetale. Lasciare
bollire per circa 30 min. Il seitan gonfierà e verrà alla
superfìcie. Non importa se cuoce per più di mezz’ora, ma deve
raffreddare nel suo brodo. Quindi estrarre e utilizzarlo nelle
preparazioni preferite.
Shoyu. Salsa di soia delicata. Vedi paragrafo dedicato alla
soia.
Tahin. (Burro di sesamo). Dal piacevole sapore di noccioline
tostate, viene principalmente usato per salse, tartine, nei
condimenti delle insalate e molto usato nella cucina
medio-orientale. Si può tentarne la preparazione, tostando sesamo e
sale nella percentuale più bassa di sale che per il gomasio. Tritare
molto finemente e addizionare con olio di sesamo, fino a ottenere la
consistenza di una crema.
Tamari. Salsa di soia dal gusto intenso. Vedi paragrafo
dedicato alla soia.
Tapioca. Ricavata con un laborioso procedimento dalla radice
di manioca, si trova sotto forma di piccole palline ed utilizzato
come addensante nei budini, o cucinata come i cereali, utilizzato
per curare disturbi intestinali e dissenterie nei paesi tropicali.
Tofu. Il tofu è un
prodotto della soia.
Yannoh (Caffè di cereali). E’ una bevanda succedanea del
caffè, ottima per il sistema nervoso, non eccitante poiché non
contiene caffeina nè teina. Si può preparare in casa, avendo
l’avvertenza di usare ingredienti assolutamente biologici.
Ingredienti: principalmente orzo, con una piccola quantità di fichi,
ghiande, radice di cicoria. Prendere due manciate di orzo e metterle
in un piccolo pentolino. Porre su una fiamma bassa, girando
continuamente i chicchi in modo che il calore si distribuisca
uniformemente. Tostare fino a quando l’orzo prende un colore
marrone-scuro (non completamente nero). In forno tostare un fico
secco, alcuni pezzi di radice di cicoria ed eventualmente un paio di
ghiande (nel caso manchino questi ingredienti è ottimo anche di solo
orzo). Quando tutti gli elementi sono tostati e raffreddati,
macinare, possibilmente a pietra o con un robot da cucina.
Conservare in un barattolo ermetico per preservare l’aroma. SÌ può
preparare la bevanda mettendo in infusione un cucchiaio di preparato
per tazza, attendere alcuni minuti e filtrare, oppure preparare
nella usuale caffettiera.
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